2013/05/23

Talking Heads


Eclettici , dirompenti, trascinanti Talking Heads







simpatico video









Psycho Killer
Qu'est-ce que c'est? Fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better .....








la maggiormente conosciuta e fantastica "Take me to the river"









*§*




talking heads su Andare Oltre




*§*






2013/05/16

"La sensibilità unisce le differenze"

 

Diverso ? Diverso da chi ?
    Concetti, frasi , poesie sulla diversità  e testimonianze .




Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze.

Paul Valéry


***


Tu non sei come me: tu sei diverso
Ma non sentirti perso
Anch’io sono diverso, siamo in due
Se metto le mie mani con le tue
Certe cose so fare io, ed altre tu
E messi insieme sappiamo far di più
Tu non sei come me: son fortunato
Davvero ti son grato
Perché non siamo uguali:
Vuol dire che tutt’e due siamo speciali .

Bruno Tognoli



***


Diverso


Gli occhi un poco a mandorla
su quel viso
color della luna.
Scruti il mondo
così differente da te...
sei mani che sfiorano
sei parole d'amore.
Ma il tuo aspetto
non è
quello che la gente vede...
Eppure
il cuore batte
il sorriso
è impetuoso
limpido
fresco
come il ruscello
che sgorga
sincero
puro.
Diverso...
Diverso da chi...
sangue rosso
anche tu
come me
sei speranza
e coraggio
e anima
L'eco della tua voce
vibra
il suono della vita
chiama
e urla...
Diverso...
diverso da chi...
diverso perchè...
La danza dei cromosomi impazziti
un danno
per alcuni...
un dèdalo
per altri...
eppure
ancora c'è sole
ancora c'è vita
ancora c'è amore da amare.


di Raffaella Amoruso  -  da  http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-70584




***


foto da
http://www.volontariatoggi.info/2011/06/29/la-sensibilita%CC%80-unisce-le-differenze/ 
http://www.volontariatoggi.info/?p=3963 


***


Tu sei una persona diversa, che vuole essere uguale.
E questo, dal mio punto di vista,
è considerato una malattia grave.

Paulo Coelho


*** 


Testimonianze. L'esclusione sociale delle ragazze madri nei paesi in via di sviluppo

http://www.premioanellodebole.it/SchedaVideo.aspx?id=296



*** 


Femminilità Disabile


"...Noi disabili abbiamo sentimenti, paure, opinioni, desideri come tutti gli esseri umani. Forse è anche colpa della società, dei mass media, che impongono delle regole per me assurde, bellezza e perfezione e non intelligenza, simpatia, e voglia di vivere....." 

*** 


La più grande forma di razzismo è l'idea stessa del razzismo.
( G.T.)


***


" Il fenomeno della povertà è strettamente legato al concetto di esclusione sociale in cui assume rilevanza la fragilità, la vulnerabilità, la solitudine degli individui che, portatori di grave disagio, si ritrovano a vivere condizioni di rottura dalla cosiddetta normalità.... "
"In che film viviamo ? "

 realizzato dai ragazzi della troupe di imagina(c)tion TV, progetto di AreaGiovani (Comune di Ferrara)

http://www.youtube.com/watch?v=ZhIIVaFAgYw&list=HL1366821800


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E' proprio questo senso del "diverso" che ci divide  da sempre e che ha distrutto così tanto della nostra bellezza interiore.
In quest'epoca moderna e pseudo-avanzata culturalmente non dobbiamo ancora farci dividere !
Diversi dall'altro lo siamo tutti indistintamente, ognuno di noi diverso dal nostro prossimo (e ognuno speciale)  ma per una diversità individuale e naturale, una diversità che deve essere vista come un vantaggio comune non come un  motivo di separazione e di sopraffazione. 
La maggioranza crea la diversità per tutti gli altri ? Allora ..non si parla di maggioranza ma di piatta moltitudine di cloni..! 
Ognuno ha diritto al rispetto;  "il diverso" esiste nell'individuale ma  non esiste nel globale, quindi, essendo egli uno di noi tutti, necessita di pari rispetto.
Semmai siamo complementari l'uno dell'altro.  
Classismo è un sopruso, una separazione la cui pratica non deve essere concessa a nessuno, pur essendo insita nell'animo umano. Bisogna propagandare ogni giorno la sua abolizione dai pensieri umani e scongiurarla.

Diverso ? Diverso da chi ??  





diversità, su Andare Oltre





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2013/05/15

Parole nel vento ( 2° ) - FEP



 Ho comprato quel nuovo vestito

per cambiarmi nei giorni di festa,

come avrebbe voluto mio padre

e mia madre sarebbe contenta.


Io lo so, questo sa di provincia

come un coro di bimbi alla messa

o le paste per tutti in famiglia

o, al Caffè, la partita a biliardo.


È provincia, lo so, per davvero,

ma la fretta mi sfianca e mi uccide

e ho deciso che non c’è più meta

navigando fra i volti che incontro.


La città sembra un bosco incantato

le corriere hanno rughe di gente

so che vivere controcorrente

male fa, ma è un sentiero obbligato.


E così ho coltivato un’aiuola,

un’aiuola che incontri a un incrocio

han pensato che fossi uno scemo,

ma scappavano: avevano fretta.


Nell’aiuola ho piantato i miei sogni

costruito una casa di legno,

dove scrivo le storie che sento:

ma mi manca il finale a sorpresa.


Solo tu sei colei che si ferma

a ascoltare le parole contorte

quelle che riesco ancora a cantare:

perché abbiamo una pelle che vibra.


Mi ricordo di te da ragazza,

con la gonna agitata dal vento:

m’incantava il sorriso gratuito

caldo quanto una dolce carezza.


Ed è vero, mi dici, s’invecchia,

ma vedere che il vento negli occhi

sia lo stesso del tempo che è stato,

è sentirmi attaccato alla vita.


Sai che c’è: a volte un viaggio finisce

e la fine ti sembra banale

io vorrei rimanere a sognare,

io vorrei rimanerti a sognare


calda e dolce, e perenne nel tempo

anche se fossi altrove o non fossi

e trovar le tue rughe più belle

in chi incrocio, anche fosse per caso….



FEP






..ed è vero, mi dici, s’invecchia,
ma vedere che il vento negli occhi
sia lo stesso del tempo che è stato,
è sentirmi attaccato alla vita.

 

Altro da FEP :

Parole nel vento (1°) - FEP  su "Andare Oltre"


 Sito "Parole nella piega di un respiro" dedicato a FEP 

 

 

 

***

 

 

"La Colazione ,, Sono un biglietto portato dal vento"
su parole di FEP

 Video by Arte Nascosta   " La Colazione ,, Sono un biglietto portato dal vento .."








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2013/05/05

"Assenza" di Pablo Neruda. Accogliere e saper lasciar andare



Difficile accettare cambiamenti e sofferenze, abbandonare e ritrovarsi abbandonati, difficile lasciar andare ciò che deve andar via, ...sarebbe molto  più semplice ..lasciarSI andare! ma la scelta di  non passare la vita nella  sofferenza e passività (avvilendo e contagiando  il prossimo nello stesso tempo) è un compenso non da poco per il nostro e l'altrui equilibrio, per il generale benessere e  per un'ambita serenità.

Accettare, Accogliere , non mettersi contro ! è la base per superare le difficoltà in molti campi della vita ;  il non farlo crea una RESISTENZA che a sua volta ci distrugge dentro.
Affrontare gli abbandoni e la perdita di affetti, di situazioni, di cose , di parti di noi stessi con questo spirito positivo e costruttivo che sa  accogliere  proiettandosi  verso l'apertura;
Un modo di guardare sotto una differente ottica  per non morire ogni giorno, in continuazione ed inutilmente .........ma, per vivere così ,
bisogna prima accettare e guardare oltre il materiale, aprire la mente al nostro essere anche e soprattutto  ENERGIA. Questo aspetto di noi ..lo dimentichiamo sempre troppo, chiusi come siamo in una casa/prigione con pareti spesse e limitanti ....
Sono sempre più convinta della "diversa frequenza" in cui semplicemente
ci "spostiamo" al momento della morte, e che il problema del nostro vivere non sia morire ma al contrario saper vivere senza soffrire troppo, saper accogliere  e ...saper lasciar andare .



Il video che ho realizzato,  prendendo spunto dalla poesia di Neruda, per una visione più serena degli abbandoni e di ogni genere di separazione :







 Assenza - Pablo Neruda
"Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
da risvegliare la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud alza i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.
Non voglio che vacillino il tuo riso nè i tuoi passi,
non voglio che muoia la mia eredità di gioia,
non bussare al mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.
E' una casa così grande l'assenza
che entrerai in essa attraverso i muri
e appenderai i quadri nell'aria.
E' una casa così trasparente l'assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò di nuovo
."

..poesia  che ci insegna un modo di affrontare anche ogni altro tipo di abbandono.
Il dolore causato da una separazione è qualcosa di indescrivibile ma proprio per questo bisogna cercare e trovare soluzioni non certo per non soffrire, cosa impossibile, ma per non soffrire troppo ! e troppo a lungo ;  inoltre per trovare una spinta a costruire ancora,  costruire anche sulla base di quell' abbandono,  riuscire a rimanere felici dentro comunque  e scoprire  il nuovo grazie alla visione di accettazione delle separazioni che siamo costretti a vivere,  nonchè al pensiero che un vuoto si riempie sempre  di qualcosa d'altro .
Ho pensato questo video anche per riferirmi ad OGNI TIPO di abbandono,di perdita , di separazione, di privazione . Ne subiamo tante  e di tanti generi durante la vita ! .... una scelta di vita andata  male, la perdita di  beni materiali ,un cambiamento di carattere, di salute o di situazioni , .. anche il nostro stesso invecchiamento rappresenta una perdita, ma si tratta sempre di perdere qualcosa che lascia posto ad altro di diverso , sempre di nostro e probabilmente di migliore  ( in quest'ultimo  caso,  perdere la freschezza giovanile ma acquisire la saggezza ed una filosofia meno angosciante, ad esempio..o molto altro ) ; OGNI VUOTO SI RIEMPIE DI QUALCOS' ALTRO .  E' questo " ALTRO" che non si riesce a vedere nè a pensare nè a credere quando si soffre così .
Ma, al contrario, C'E' ! invisibile ai nostri occhi sofferenti forse per sempre , ma c'è !  e proprio perchè
intrappolati nella nostra ottica limitata, non sappiamo coglierlo ...

 
Questo mio è un' invito a scoprirlo guardando oltre .



Alcune immagini utilizzate per il video : Foto d'Arte di Alfredo Troisi 
Altre ,...  foto scattate durante i miei viaggi "on the road"  ...
Un video  di Gabriella Mangini -ArteNascosta
     Pagina  video



***




Ulteriori riflessioni  e suggerimenti da filosofie orientali


Difficile certamente è superare i grandi dolori, gli abbandoni e le perdite che ci troviamo ad affrontare durante la nostra vita. E' difficile ancor più per noi che viviamo in una società influenzata dalla materia e dal possedere al punto che non riusciamo a vedere che la morte e in generale questa "fine" di un qualcosa, sono aspetti insiti nella vita,  porzioni che costituiscono  la vita stessa.

Noi umani (soprattutto gli occidentali figli della società tecnologica) tendiamo ad identificare soltanto l'inizio e la fine delle cose non dando peso al cambiamento, al processo di mutamento delle cose;
non riusciamo a percepire la TRASFORMAZIONE.  Siamo abituati a vedere soltanto nascita e morte anche lì dove si constata scientificamente che non c'è mai fine (come nella riproduzione di cellule o nelle reazioni a catena ,...).
Presi come siamo dalla cura del corpo, degli oggetti e del senso del possesso, presi dalle nostre passioni, dalla "forma", dagli impegni e problemi, oltre a non esser stati educati a FERMARCI  per PERCEPIRE L’ENERGIA UNIVERSALE di cui siamo parte nè le frequenze che esistono e che si aggiungono a questa frequenza materiale, 

ne abbiamo paura!

Paura di allontanarci da questo stato di sicurezza che ci offre la materia.
Paura di andare a scoprire noi stessi e ciò di cui siamo parte ovvero di questa energia cosciente la quale ci appare, secondo la nostra mentalità concreta, paradossalmente come un nemico in quanto è rimasta sempre per noi sconosciuta ed estranea.

Difficile per un doppio motivo quindi, per la nostra resistenza a lasciar andare la sicurezza del concreto e il voler possedere;  e per paura.

Volendo iniziare a superare la paura di questo avvicinamento e dell'accettazione di ulteriori dimensioni, volendo uscire dal nostro egocentrismo, SUPEREREMO ANCHE IL TROPPO DOLORE.  
  
La serenità si potrebbe ottenere  tramite la nostra ENERGIA PERSONALE; 
cambiando i nostri paramentri consueti, sforzandoci di dedicare  tempo ed un maggior lavoro alla meditazione profonda, alla parte non evidente di noi fermandoci durante il giorno e distaccandoci dall'energia di ciò che è materiale che ci avvolge e che ci permea completamente, ottenendo in tal modo un’ avvicinamento alle altre frequenze e alla dimensione che oltrepassa la materia.

Nella cultura cattolica ci hanno proposto, fra le altre cose,  di santificare la domenica come giorno da dedicare al Signore. Io dico che avrebbero dovuto insegnarci ad abituare noi stessi a dedicare momenti di OGNI GIORNO alla meditazione  per aiutarci realmente  a trascendere la concretezza, a vivere sia nel corpo che in quella che denominiamo "anima", ovvero in quella parte di noi tutti che è pura energia, in quella parte che (come pensieri di guide spirituali propongono) si raffigura come  ...
...... il passeggero (anima) del carro (corpo) che grazie al conducente (intelligenza, la coscienza universale) tiene le briglie ( mente ) dei cavalli (sensi) che corrono nella vita e ci conducono infine nelle nostre azioni.
Diverse culture ci insegnano che abbiamo un corpo fuori; non è l'anima ad essere chiusa dentro il nostro corpo.
Siamo un' essere spirituale con un corpo fuori.
Siamo noi che plasmiamo la realtà tramite la mente; le nostre percezioni della realtà sono soltanto nostre riproduzioni che crediamo uniche, totali, inconfutabili, ma non rappresentano la realtà effettiva!
Ecco che l'aver PERDUTO qualcuno o qualcosa del mondo materiale si riferirà ad una sfera soltanto della nostra esistenza e si affronterà nella direzione che viene data dalla nostra intelligenza alle briglie che dirigono il nostro carro;
lavorando su questo punto si arriverà a formulare pensieri differenti e si porteranno i nostri cavalli in un'altra direzione scelta da noi grazie ad una diversa conoscenza, con  percezione più elevata,  più matura, completa  e cosciente ad ampio raggio;  
la disperazione sarà metabolizzata  e il nostro dolore si farà più lieve..




***



Superare gli abbandoni , su Andare Oltre






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2013/05/01

Parole nel vento ( 1° ) - FEP




Sei il mio tempo.
Tieni i fili
del mio umore.
Se ti allontani
pensieri
come elastici infiniti
si allungano
fino ad inquadrare
le tue orme.
Sentire dove sei.
Per avvicinare
i pensieri
e farli
veri.




FEP

 


Poesia di FEP su Andare Oltre
 










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